Ho lavorato in rsa per 20 anni come fisioterapista. A ottobre 2021 sono stata sospesa per inadempienza vaccinale, ma ho fatto in tempo a vederne di brutte cose. E per brutte cose non intendo le malattie che sono sempre esistite, ma come si possono trasformare le persone che non si pongono dubbi e obbediscono a tutto ciò che gli viene imposto. Ho assistito all'isolamento delle persone, alle videochiamate, alle visite dal vetro con un buco per poter dare la mano con guanto più gel disinfettante al parente, tolto il vetro le visite erano possibili con gp e due tavoli di distanza e mascherina e guanti e gel. Gli ospiti della rsa non potevano recarsi nemmeno in giardino e negli altri reparti. I nuovi ingressi, nonostante il vaccino e il tampone negativo dovevano stare isolati in camera per 15 giorni. C'era un ragazzo di 45 anni con sla ricoverato al secondo piano e la madre disabile al primo piano, potevano salutarsi solo dalla terrazza. Poi il ragazzo è deceduto per sla. Anche un altro ragazzo di 43 anni è deceduto per sla senza poter riabbracciare le sue bambine e i suoi genitori. In rsa non ci sono solo anziani come tanti pensano. Non ho mai assistito a tanta disumanità. Sembravano tutti dei robot che obbedivano a degli ordini. Mi hanno sbattuta fuori dalla direzione 3 volte urlando perché non volevo piegarmi. Quando sono stata sospesa mi sono sentita sollevata, perché non mi sarei più sentita complice di quella follia.
A novembre 2022, quando la "legge" ha deciso che potevamo essere reintegrati nell'albo, ho dato le dimissioni. Non potrei mai tornare in quel luogo di tortura, dove sono ciechi di fronte agli ospiti con 4 o addirittura 5 dosi che continuano ad ammalarsi e nonostante questo i "no vax" vengono ancora additati. In tante strutture ancora oggi vengono fatti tamponi, e chi risulta positivo viene ancora isolato in reparto. Guai a chi pensa "è solo una mascherina" perché tutto è partito da lì, anche all'inizio si trattava di indossare "solo una mascherina".
Una mia amica infermiera non è stata assunta in una grossa struttura sanitaria perché non sierata due mesi fa, marzo 2023, non 2 anni fa.
Non è solo una mascherina.
A novembre 2022, quando la "legge" ha deciso che potevamo essere reintegrati nell'albo, ho dato le dimissioni. Non potrei mai tornare in quel luogo di tortura, dove sono ciechi di fronte agli ospiti con 4 o addirittura 5 dosi che continuano ad ammalarsi e nonostante questo i "no vax" vengono ancora additati. In tante strutture ancora oggi vengono fatti tamponi, e chi risulta positivo viene ancora isolato in reparto. Guai a chi pensa "è solo una mascherina" perché tutto è partito da lì, anche all'inizio si trattava di indossare "solo una mascherina".
Una mia amica infermiera non è stata assunta in una grossa struttura sanitaria perché non sierata due mesi fa, marzo 2023, non 2 anni fa.
Non è solo una mascherina.